Home/News /L’Italia ai Grammy Awards: una storia di successi

L’Italia ai Grammy Awards: una storia di successi

L’Italia ai Grammy Awards: una storia di successi

I Grammy Awards sono universalmente noti come gli Oscar della musica: non esiste premio più prestigioso per un musicista. In questo articolo raccogliamo un po’ di numeri che riguardano gli artisti italiani che non solo hanno vinto “the gilded gramophone”, il grammofono d’oro che è l’ambitissimo premio-statuetta dei Grammy, ma che in qualche modo ne hanno segnato la storia.

La prima edizione dei Grammy è del 1959 e l’Italia è già protagonista: parte col botto la cantante lirica Renata Tebaldi, che si aggiudica il premio nella categoria Best Classical Performance (vocal solist). Ma soprattutto batte tutti Domenico Modugno: Nel blu dipinto di blu è disco e canzone dell’anno. Due Grammy – i più importanti – in un colpo solo.

Tra gli italiani che non hanno vinto ma stravinto domina, con ben sei grammy, il direttore d’orchestra Carlo Maria Giulini. A un grammy di distanza seguono Luciano Pavarotti e Cecilia Bartoli. Uno dei cinque “grammofoni” portato a casa dal tenore è il Grammy Legend Award (1998), un premio speciale di merito che non viene assegnato tutti gli anni e finora ricevuto solo da quindici artisti in tutto il mondo. A due grammy di distanza invece si piazza Giorgio Moroder, il pioniere della italo-disco nel mondo.

Oltre a dirigere le orchestre, il già citato Giulini, Claudio Abbado, Riccardo Muti e Ennio Morricone dirigono anche le classifiche dei pluripremiati: il primo ne ha vinti due, nel 1997 e nel 2005; il secondo ne porta a casa due in un solo anno, il 2010; ma per il terzo si dovrebbe fare un discorso a parte. Oltre a 2 Oscar, 4 Golden Globes, 6 BAFTA, 10 David di Donatello, 11 Nastri d’Argento, 2 European Film Awards, 1 Leone d’Oro alla carriera e 1 Polar Music Prize – Morricone ha vinto un Grammy Award nel 1988, per la colonna sonora del film Gli intoccabili (Brian De Palma, 1987). Che è quasi un’inezia, rispetto ai premi vinti in seguito. A oggi è infatti l’unico artista italiano ad essere entrato nella Grammy Hall of Fame: dal 2009, grazie alla colonna sonora de Il Buono il brutto e il cattivo (1966), è tra le stelle del firmamento musicale. A questo premio si è aggiunto il Grammy Trustees Award, conferito nel 2014, per il contributo fondamentale dato nel corso della carriera alla registrazione sonora.

Gli altri artisti italiani premiati, a quota un Grammy: Riz Ortolani e Nino Olivieri nel 1964, Laura Pausini nel 2006 e Giovanni Sollima nel 2017. Insomma, il made in Italy, dalla prima edizione dei Grammy alle ultime, non fa proprio il timido con i premi.