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Il meglio della musica italiana nel mondo: il trionfo del “vintage italian sound”

Il meglio della musica italiana nel mondo: il trionfo del “vintage italian sound”

Che la musica italiana sia famosa in tutto il mondo e riconoscibile al primo ascolto è un dato che difficilmente si può contestare. Ma chi sono davvero gli artisti più ammirati e ascoltati? Quali sono i nomi che hanno esportato il made in Italy e che ci hanno dato il privilegio di sedere sul trono della musica internazionale? 

La musica che abbiamo esportato di più all’estero appartiene soprattutto all’epoca del vintage italian sound. Formula magica del suo successo è quella comninazione quasi miracolosa tra le strutture internazionali del pop e uno stile nazionale, solo italiano. Questa specificità tutta italiana è riconoscibile subito dai testi, che hanno reso la nostra lingua, una volta di più dopo Dante, rinomata in tutto il mondo, e da un modo di interpretare, rinnovandolo, il repertorio della canzone, tra la lirica, il melodramma e la commedia. 

Così, nel bilanciamento tra il tocco locale e il pop globale, i migliori artisti sono riusciti a mantenere la loro identità italiana e hanno avuto, allo stesso tempo, la capacità di oltrepassare il tempo (il secolo lo scorso) e lo spazio (l’Italia) a loro assegnati dal destino, così consacrandosi alla storia della musica.

 

Per avere un’idea precisa di quali siano gli italiani al vertice delle classifche mondiali affidiamoci ai numeri, scomodando i dati delle vendite dei dischi.

Partiamo con il genere più marcatamente italiano, una creazione tutta nostra: l’operatic pop. Su tutti svettano due nomi: Luciano Pavarotti e Andrea Bocelli. Dischi venduti? Insieme fanno centonovantamilioni.

Tra le colonne sonore – se non si fosse già capito – regna incontrastato il maestro Ennio Morricone: i numeri dicono 70 milioni di copie vendute.

Nella musica leggera i nomi da ricordare sono quelli di Adriano Celentano e Mina, che con 150 milioni di copie vendute ciascuno sono re e regina della classifica. Tra le band, unici, i Pooh, a quota 75 milioni. 

Una menzione d’onore va alla canzone napoletana che, a dispetto del suo forte radicamento regionale, abbiamo esportato in tutti i continenti. Domenico Modugno (60 milioni di copie vendute) è il nome che è simbolo della napoletanità nel mondo. 

Oggi è molto più difficile riconoscere un pezzo come prodotto di uno stile unicamente italiano. Il rap, la trap, l’elettronica e tutti gli altri generi nati sotto il segno delle nuove tecnologie e oggi al vertice delle classifiche, appartengono a un capitolo della storia della musica legato all’ibridazione dei generi e dei linguaggi.  È sempre più difficile che la musica sia legata a luoghi, tempi e tradizioni specifici. Passa il tempo, cambia la musica e cambiano i consumi musicali. Ma alcuni nomi restano: veri e propri classici contemporanei, destinati a essere scolpiti in eterno nel tempo. Alcuni di loro, come Bocelli e Morricone, addirittura ancora in attività, ma sempre memori di un’epoca in cui la musica italiana aveva un tocco solo suo.